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Nataliamo...


La vigilia è stata frenetica, mentre il Natale è stato intenso ma familiare e piacevole, come sempre.
La mattinata è iniziata tradizionalmente con l'apertura dei regali...quasi tutti, com'è doveroso, di pertinenza del Piranha.
Il Piranha adesso è proprietario orgoglioso di un tavolo ricoperto di ammenicoli sonori a firma Fisher, di vari attrezzi, di un trenino di legno e di un camioncino di legno, di un'aereo Mickey Mouse, di una felpa di Flash e di una sciarpa Scooby-Doo, per non parlare di altre automobili, costruzioni, un dinosauro parlante e cantante e altri che non sto a lenecare. Dovrò affittare un box per riuscire a trovare spazio per tutto.
Quest'anno poi, con le sue altamente evolute capacità manuali, l'apertura dei doni è stata molto più partecipata. All'inizio strappava la carta un lembo per volta, con ritmo lento e controllato, assaporando ogni "Strap!" col gusto di un appassionato di musica classica alla prima della Scala. Poi, spronato da me che non intendevo star sotto l'aslbero fino a Pasqua(divorata dalla curiosità di scoprire cosa si celasse sotto alla carta) ha accelerato. Alla fine si è ritrovato seduto in mezzo a un mucchio di giocattoli con l'aria di chi pensa: "Wow, che è successo?"

Pranzo dai miei, e domani pranzo dai suoceri. In famiglia, insomma.
La cosa più bella? Probabilmente percependo l'atmosfera festosa, sicuramente vedendo quanto felici e sorridenti fossimo io e la Metà-della-Mela, il Piranha è stato ridente e soddisfatto tutta la giornata, e ha anche evitato alcuni dei suoi capricci più classici, per esempio lasciandoci pranzare in tranquillità(almeno per la gran parte del pranzo pantagruelico cucinato da mia mamma...). Rideva, saltellava, giocava...Sembrava così appagato e così...grande, da farmi salire le lacrime agli occhi.
Davvero un Natale magico.

Il natale secondo il Piranha


Natale è la mia festa preferita. Credo che sia anche quella più sentita in Italia, perché è la sola che mobilita tutti, che accende le case e le strade, che fa scaturire parole di auguri tra perfetti estranei ogni volta che si esce di casa per andare anche solo a comprare il pane. L'atmosfera natalizia è magica, mi mette sempre allegria, mi da' gioia, è speciale...e il Natale con un bambino piccolo per casa è doppiamente magico!
L'anno scorso il Piranha era un pescetto di sette mesi, e a parte un blando interesse per le luci dell'albero e una gioia pura quando la mattina di Natale giocava tra le cartacce dei doni aperti, la cosa è finita lì.
Quest'anno i mesi sono diciannove, e l'entusiasmo è più...diciamo che è più coinvolto.
Prima di tutto l'albero deve stare rigorosamente acceso, fin dalle prime luci dell'alba. Appena entra in sala, subito punta il dito, "Babbe'o!" e guai a non accontentarlo. perfino la pappa passa in secondo piano. Finché le luci non sono accese non si può far nulla, guai.
Una volta accese, l'albero perde ogni interesse. Intendiamoci, ha fatto un tentativo di afferrare una delle palline una volta, spingendosi cauto in avanti con il ditino indice, conscio di essere su un terreno pericoloso. Il nostro "No." deciso e severo l'ha colto alle spalle come una fucilata, e da allora non ha più riprovato e ha ignorato l'alberello...luci a parte.
Anche i regali sottostanti sono fonte di facili entusiasmi. Una volta comparso il primo regalo, mi ha guardato confuso, e gli ho spiegato che apriremo tutti i nostri bei pacchetti colorati la mattina del 25.
La mattina seguente, il Piranha ha nuotato verso di me col regalo in mano e il sorrisone. "Mamma?"
Ehm, no. Certo, è mattina ma non la mattina giusta. Vaglielo a spiegare.

La tragica fine di Morfeo


In altri post, ho già parlato dell'eterna lotta tra il Piranha e Morfeo...Ultimamente pare che Morfeo, più che latitante e scansafatiche come suo solito, sia dato per spacciato.
Al ritmo di una volta alla settimana, e due notti di fila(questa e la scorse notte), il Piranha fa l'animale notturno. Può stare sveglio anche tre ore di fila, con punte di cinque ore, e la cosa che massacra le terminazioni nervose genitoriali è che...piange. Dici, sta sveglio perché di suo non dorme, evvabbè rassegnati. No, se ne sta sveglio ma si lagna e piange, e si struscia gli occhi, e sbadiglia, e vuole che tu stia con lui a coccolarlo così sta sveglio lo stesso ma sta silenzioso.
E' asciutto.
Gli do' da bere.
E' bello al calduccio.
Che cavolo piange?
Saranno i denti? va bene, li mette a ritmi vertiginosi, ma insomma, non si può dar la colpa di tutto ai denti.
Noi non sappiamo più che fare. Il cumulo di ore di sonno mancate inficia anche una sana relazione col Piranha, perché spesso, passata la prima ora, ma anche meno, di tentativi di riaddormeno falliti, scatto di nervi, e la Metà-della-Mela pure. Ovviamente il Piranha si spaventa e piange di più, e una volta innervosito chiaro che non si addormenta.
Queste ultime due notti ci hanno provato al punto da minare tutto il sistema di principi notturni che finora aveva guidato la nostra condotta a proposito dell'argomento nanna.
Ovvero:l'ho preso in braccio e l'ho - orrore - addormentato in braccio, e addirittura lo abbiamo portato nel lettone, mai fatto. Così, lui continuava ad agitarsi e a non dormire, e noi nemmeno, ma almeno eravamo sdraiati al calduccio.
Siamo alla frutta.
Se qualche mamma conosce un rimedio sicuro, ce lo faccia sapere.

A volte ritornano


Ultimamente ero così stanca alla sera che preferivo limitarmi a leggere Internet, invece che scrivere in prima persona...così il mio blog è un po' morto...
Ma da oggi si riparte!
E per confermare la mia rinascita ecco un nuovo layout! Che ve ne pare? Ho perso un po' di widget incompatibili con questo layout ma pazienza, sopravviverò...

La mammina qui presente ha deciso di riprendere a formarsi! Non mi sono iscritta alla magistrale, no, troppo impegnativa in questo momento(aspettiamo almeno l'asilo...)ma a qualche...corso di aggiornamento, diciamo così.
Ho frequentato un laboratorio di otto lezioni interamente online di Traduzione per bambini e ragazzi una bella esperienza. Tradurre(qualsiasi tipo di traduzione)è davvero il mio obiettivo principale, ma entrare nel mondo dell'editoria è davvero davvero difficile...inoltre non sapevo da che parte cominciare. Grazie a questa breve esperienza posso dire di essere un po' più scoraggiata di prima, visto che ho appreso di prima mano quanto sia davvero davvero difficile trovare spazio, ma allo stesso tempo inizio a intravedere una strada da seguire se vorrò seriamente iniziare questa professione. Una strada ancora vaga e nebulosa, e molto molto ardua, ma almeno c'è.
Venerdì poi, se tutto va bene(numero minimo di partecipanti)inizierò un corso di spagnolo, e in più conto di iscrivermi a un altro di questi laboratori, precisamente circa la traduzione di testi turistici (sono toscana, il turismo mi tange).
Speriamo che da tutto questo studiare esca fuori qualcosa. Se qualcuno in lettura è un editore o qualcosa di simile e ha da propormi qualcosa, batta un colpo!

Siccome è un blog mammoso, parliamo del Piranha? Si fanno progressi in materia di dentizione(ma QUANTI ne mette? Non si ferma più!), in materia di vocabolario (Fojie-Foglie; Tovve-Torre;Babbe'o-Albero;Fioje-Fiore e la grande conquista, Ziuzziu-Ciuccio)e anche in materia di autodeterminazione.
Già sapeva dire no, e adesso ha imparato anche a dire Sì. Somma gioia. Finalmente iniziamo a capirci qualcosa, non bisogna più tirare a indovinare, perché gli si può chiedere che cosa vuole, e aspettarsi di sentirsi correttamente rispondere Sì o No.
Il problemino collaterale è che dice spesso No. Molto spesso. Anticiperà mica la fase dei due anni? No perché, tra no ripetuti di frequente e i capricci molto scenografici di cui è stato protagonista, inizio a preoccuparmi...ne riparleremo.

Ma è Natale! Che meraviglia! Adoro il Natale!! Peccato che sono completamente incapace di creare decorazioni da sola, non sono proprio portata per la manualità. E che cosa mettere sotto l'albero per il Piranha? Io e la Metà-della-Mela brancoliamo nel buio. I nonni B gli hanno preso un tavolo-gioco della FisherP. mentre i nonni A una versione ampliata della sua adorata-idolatrata-venerata-amata fattoria che suona e canta. E noi?

Vampiretto


Cominciai a chiamarLo Piranha quando iniziò a morsicare coi primi incisivi.
Mai nickname fu più appropriato.
Confermando le sue tendenze a fare le cose a rovescio, il Piranha ha messo i canini.
Come già fece alla tenera età di 6 mesi, quando imparò prima a stare in piedi, poi a gattonare a 8 mesi, adesso ha deciso di sovvertire l'ordine di sviluppo dei dentini.
Già, perché i canini sono spuntati tutti e quattro insieme nel giro di una settimana PRIMA dei premolari. Comparsi in blocco. Puf!
Gli controllavo la bocca da giorni perché erano settimane e settimane che sbavava come un buldog e si cacciava in bocca anche quattro dita alla volta. Ma io gli controllavo le gengive posteriori.
Poi di colpo sabato vedo il bianco lucore di un dentino...ma ehi, è accanto agli incisivi! Bè, a dente donato non si guarda la radice, era il giorno delle nozze, abbiamo apprezzato il regalo.
Poi domenica ne abbiamo scorti altri tre, praticamente fuori, uno dall'altro alto degli incisivi inferiori e due di sopra.

Adesso ha la bocca di un vampiretto...Sarà l'aria di Halloween?

Preparativi...superati


Direi più che superati.
Ci siamo sposati sabato scorso, 15 ottobre.
Concludiamo quindi gli step con due cosucce che posso raccontare solo dopo aver provato.

Step 7. Il fotografo
Detesto le macchine digitali, perché da quando ci sono loro è difficile avere fotografie decenti agli eventi importanti, come ho constatato in occasione del primo compleanno del Piranha. Mi spiego. Prima, con la pellicola, non c'era la possibilità di fare ottomilaseicentodue scatti a caso, tanto pace se viene male...prima gli scatti erano contati, 12, 24 o 36 più i due regalo a fine pellicola, per cui tutti in posa, occhio a starci tutti nell'inquadratura, occhi spalancati, via gli occhiali che fanno riflesso, pancia in dentro, trattieni il respiro, mettiti di tre quarti che sfina...e tutti noi abbiamo foto carine dei nostri compleanni, comunioni, feste varie. Invece adesso che tanto se ne può fare quante ce ne pare, non c'è verso.

Per evitare che succedesse come al suo compleanno(non avevo uno scatto decente con la torta, perciò riordinai la torta e rifeci la festa qualche giorno dopo)ho chiamato un professionista.
Io avevo in mente una cosa semplice, pochi scatti, ma significativi.
Macché.
Il fotografo, sistemata la cerimonia, sistemate le foto coi gruppi di amici e parenti, ci ha sequestrati e ci ha scattato tante foto da riempire un book fotografico. A me veniva da ridere, sentirlo esaltarsi se ci guardavamo complici e col mezzo sorriso:stavamo pensando entrambi che il tipo era un po' esaltato! Roba della serei, "Non badate a me", "Più intensi", "Seri ora", "Fissatevi negli occhi profondamente", "Bella questa scena..."Una roba da film! Destra, sinistra, sopra, sotto, seduti, in piedi, singoli e in coppia, davanti e dietro, abbracciati, lontani, vicini, seri, ridenti, affettuosi, sexy e chi più ne ha più ne metta, col fotografo sempre più esaltato:"Siete stupendi!", "Bravi, vi state sciogliendo!".

Vedremo i risultati!

Step.8 Le scarpe
Inutile, ho provato tutte le decolleté presenti in negozio, dal tacco 3 al tacco Everest. Non ci so stare. la caviglia libera da costrizioni se la gode e va a giro dove vuole. camminavo stile ubriaca fradicia che si ritrova un sentiero di uova fresche sotto ai piedi. La grazia di un'elefentessa incinta con l'alluce valgo e le unghie incarnite.
Poi ho trovato degli stivaletti corti alla caviglia Laura Biagiotti, tacco normale, circa 10 cm, neri ed eleganti. Ingabbiata la caviglia, ho rincorso il Piranha per mezzo negozio! Trovati!!
24 ore prima, ripensamenti. Sarò troppo informale? troppo Hard Rock Cafè? Troppo sopra le righe, fuori dai canoni, sotto tono?
La mia amica S. mi tranquillizza come solo lei può, con un lapidario:"Chettefrega?"
Esilaranti commenti di suddetta amica che riprendeva la cerimonia con la nostra telecamera.
"L'avevo detto che gli stivali erano il suo! Sposa rockettara!"
Mio fratello, meno gentile, mi ha definita una sposa stile Loredana Berté...

Step 9. L'acconciatura.
Il trucco l'ha fatto mamma, semplice. I capelli invece volevo raccoglierli, ma non sono brava a pettinarmi, quindi ho chiamato parrucchiere. Un'ora e mezzo di lavoro, venti mollette e 31 forcine, ma uno spettacolo. Inquietante abbondanza di lacca fissante made in Art Attack: in realtà era colla vinilica. Me ne ha data talmente tanta che avevo il collo bianco e non potevo muoverlo, la mia testimone, la somma G., ha dovuto lavarmelo prima della vestizione altrimenti non mi sarei neanche potuta voltare a guardare il neo sposo dopo il sì.


Il rito civile è velocissimo, la giornata era splendida, l'aperitivo è stato piacevole e anche il pranzo è filato liscio. Tutto è andato come volevamo, semplice e grazioso. Una bella soddisfazione per gli organizzatori, cioè noi!

Ps. la foto in alto è...la sposa! Scatto rubato col cell da un'amica!

Balla col lupo


In questo post avevo parlato del linguaggio segreto del Piranha...da allora la situazione vocaboli non è migliorata molto, praticamente niente di nuovo.
In compenso, abbiamo per le mani un futuro imitatore che memorizza e assimila a velocità supersonica.
Cinque o sei volte al giorno, assistiamo a questa scena.

Interno giorno.
Piranha che gioca, ridacchia, ricerca attenzione(ogni momento è buono, pe' dilla tutta...)
Io: Piranha, come fa il treno?
Lui: Tu-tu(Abbreviazione del famoso fischio Tu-tuuuuu...), guardandoti a malapena, è talmente ovvio ormai...
Io: Bravo amore! E il cane, come fa il cane?
Lui: (Ridendo fiero)Bu-bu!
Io:Bravissimo! E la mucca?
Lui: (Labbra chiuse, boccuccia in fuori, dire che mi fa rotolare dalle risate è poco)Mmmmmmu...
Io:(Ormai volano gli applausi) Bravissimo tesoro! Che bravo! E il topolino, come fa?
Lui: Arriccia il naso, chiude gli occhi, ridacchia coi dentoni in fuori(E ha dei denti da cavallo, è la reincarnazione di Funari...)e inspira col naso. Esilarante.
Io:(Fiori sul palcoscenico, a questo punto)Ma sei fantastico, bravo! E la balena che sbuffa?
Lui: labbra arricciate e chiuse, ed espirare forte. Prrrr!
Spiegargli dello sfiatatoio e che respira, a sedici mesi, è troppo...la balena sbuffa...e anche il cavallo sbuffa, e lo stesso suono viene prodotto anche alla richiesta di soffiare o di fare pernacchia: mio figlio è già multitasking!
Io: (ormai ho finito gli epiteti, il proscenio è colmo di boccioli di rosa e ho le mani spellate)Bravo bravo bravo! E la tigre?
Lui: (Faccia aggressiva, calatissimo nel ruolo)Aaahm!
Ovvero il suono di qualcuno che mangia.

Stasera però mi ha stupito. Non so perché(o meglio, lo so, ma è troppo intimo per scriverlo qui...Vi basti sapere che ho fatto shopping per me e per la Metà-della-Mela da Intimissimi per la pseudo prima notte di nozze...ogni scusa è buona, eccheccavolo!)mi è venuto in mente di chiedergli come fa il lupo.
Io: Amore, e il lupo? Come fa il lupo? (Tono di sfida tipo, non lo sai eh?)
Lui: (Sguardo astuto negli occhi alla te frego) Aaauuuuu!
Silenzio in casa, braccia cadute.
In nessuno dei suoi libretti compare il lupo perciò è un animale che non gli ho mai mostrato,imitato, raccontato.
O c'è lo zampino delle nonne o non so proprio dove l'abbia imparato.
Che sia l'istinto animale?

Preparativi - Parte 3


Step 4. L'abbigliamento.
Niente abito da sposa per me né completo per lui. Però non mi andava di andarci con un vestitino e via. Visto che ho la scusa, per una volta nella vita...così ci siamo serviti presso una boutique qui al paese che vende roba di classe, Cavalli, Armani etc.Al mattino, è il turno della Metà-della-Mela, accompagnata da me.
Esce dal negozio un'ora dopo tutto in Armani, jeans e altro, non scrivo troppo per non sciupare l'effetto sorpresa.
Io ci torno il pomeriggio, con mia mamma. La Metà-della-Mela non deve vedere-sentire-sapere nulla, e che diamine! Rimaniamo...ore. Me ne provo circa una decina. Parto in lungo, ma non mi convince, opto per un'altra tipologia di abiti.
Alla fine rimango indecisa tra un Armani grigio a tubino che mi colloca di diritto sull'altare delle eleganti assieme alla Hepburn e alla principessa Kate, e un altro completamente diverso. Alla fine, dovendo scegliere, con la morte nel cuore rinuncio all'Armani, troppo grigio(vesto spessissimo di grigio in inverno), e opto per il secondo, più frizzante, più...non dico altro. E' di Castellani, se vi interessa. Dovrò cercare decolleté nere...o forse stivaletti alla caviglia. Vorrei tacco vertiginoso, ma devo sottostare a due considerazioni di tipo pragmatico di notevole rilevanza.
1)Non posso e non voglio diventare più alta di lui;
2)Non ci so camminare e non vorrei sposarmi in bianco...gesso.
Fatto sta, in un giorno, gli sposi si sono vestiti.
Rimane da vestire il Piranha.

Step 5. Il bouquet.
Anche se non ho l'abito, mi è stato consigliato di farlo lo stesso. Ne ho parlato con mamma e suocera, e alla fine ho selezionato un bouquet piccolo e lineare, classico, chiaro e monocolore. Tanto per avere qualcosina in mano.

Step 6. L'aperitivo.
Semplice come il pranzo, per ringraziare chi vorrà liberamente venire ad assistere all'evento epico. Abbiamo contattato un locale e un albergo in zona, ma ci offrivano cose elaborate, buffet e quant'altro. Non faceva per noi, e poi sarebbe stato un salasso economico notevole, non in linea col tipo di nozze che abbiamo in mente.
Alla fine quindi ci limiteremo a scendere a un caffè a due passi, che abbiamo avvisato dell'afflusso extra di clientela quella mattina, e ordinare e servirci a piacimento. Semplice e diretto.

A meno sedici giorni, è quasi tutto pronto, e senza spenderci troppo tempo ed energie, rivolte altrove in questi giorni.

Preparativi - Parte 2


Step 2. Le fedi.
Qui, il giallo irrisolto. Abbiamo visitato quattro gioiellerie e visionato sempre la stessa accoppiata. Due vere classiche, oro bianco, stesso peso e sempre stessa misura del dito in ogni luogo. Non vi so dire della marca, onestamente. Fatto sta che in tre su quattro hanno pesato l'anello e ci hanno dato un prezzo basato sul prezzo di mercato al grammo dell'oro bianco. In una invece le fedi erano già prezzate, circa cento euro di più ad anello. Mah.
Comunque, le fedi sono state ordinate della giusta misura, poi provate(non l'ho potuta vedere al dito assieme all'anello regalo della Metà-della-Mela che ho all'anulare da anni, l'anello è in oro bianco e l'ho lasciato in consegna per farlo rodiare). La prova principe è stata verificare che entrassero in maniera disinvolta, non è proprio il caso d'incontrare inghippi del genere al momento cruciale. Ci manca che lui non riesca a infilarmela alla prima e gli scappi il classico moccolo livornese. Adesso aspettiamo che ce le riconsegnino incise. Altra cosa da depennare dalla lista. Rapido e indolore.

Step 3. Il pranzo.
La gioia, la commozione, l'eccitazione, ma poi l'importante è mangiare, che a tavola se ne ragiona sempre meglio. Il pranzo sarà una cosa intima, tra familiari strettissimi, e si svolgerà nel salotto di casa dei miei, che è davvero molto grande. Ora, mia mamma, bontà sua, era già tutta in fibrillazione, cucino questo, quello e un po' di quell'altro, tirava giù libroni di cucina della stazza del Devoto Oli, rispolverava vecchi menù di pranzi di nozze di decadi prima, era pronta finanche a telefonare direttamente al guru della cucina di moda adesso, la Parodi. Ma a me sinceramente l'idea di mia mamma che il giorno prima dell'evento si mette ai fornelli cucinando risotti e arrosti. Così abbiamo deciso di rivolgerci a una ditta di catering. Sareste sorpresi di scoprire quante agenzie del genere ci sono anche in un piccolo paesino come questo.
Comunque, prenderemo tavoli a noleggio, con tanto di tovaglie, sedie, copri sedie e sotto piatti. Andrò giovedì a scegliermi il colore della tovaglia. E ci prepareranno anche le cibarie. Il menù non è ancora stato deciso, aspetto e-mail a breve. Vi farò sapere a matrimonio consumato.

Preparativi - Parte 1


Non starò a spiegare come dove e perché un'anti matrimonio come me ha infine deciso di sposare la Metà-della-Mela. Non riporterò le nostre discussioni, i nostri dubbi, i come e i perché. racconterò delle reazioni altrui all'inattesa notizia.
Però vi racconto come sta andando. Il matrimonio è iper semplice.
Nozze civili. Niente abito da sposa per me né completo per lui. Niente partecipazioni, bomboniere, regali, pranzo di nozze e viaggio di nozze. Con la fortuna che ho mi sballerano pure le Rosse e ce le avrò durante la cerimonia.
Il sì, poi un aperitivo informalissimo con gli amici venuti ad assistere allo sposalizio, poi pranzo a casa con i parenti strettissimi(Ovvero i miei, mio fratello, i miei cognati, e i suoceri).
La data è il 15 ottobre.
Come si organizza in un mese? , si fa in molto meno.

Step 1. Burocrazia
La odio e la detesto, ma si deve fare. Perciò, dodici ore dopo aver deciso di sposare(battiamo il ferro finché è incandescente...)puntatina all'ufficio dello stato civile del comune. Qui lavora la mia ex vicina di casa(cioè è tuttora la vicina dei miei). In pochi minuti, avvia automaticamente le procedure per le pubblicazioni, e ci avverte che saranno pronte la settimana successiva. Poi ci da' il bollettino da versare in posta per il noleggio della sala comunale del Castello Pasquini(vedi foto a inizio post), che è decisamente meglio del suo ristretto micro ufficio. Infine, ci da' il foglio da compilare in cui dobbiamo indicare i due testimoni di nozze e se scegliamo il regime di comunione o divisione dei beni. Poi si commuove vistosamente quando le chiediamo di essere lei a legarci dinanzi alla legge. Se lo devo fare, preferisco una faccia amica a un'estranea totale.
Usciamo da lì con la sensazione di essere a un passo dalla ghigliottina, dell'inevitabile che scivola su di te. ormai siamo in ballo, ci diciamo.
Il destino poi ha un modo tutto suo. Più noi - io - siamo riluttanti più le cose ci precipitano incontro. I giorni prima di un esame si accartocciano sempre uno sull'altro no? mentre quando dovevi aspettare il primo giorno di vacanza il tempo scorreva via lento e lento e lento. In due giorni le pubblicazioni sono fatte. Torniamo su a firmarle. La lettura delle medesime mi fa sorridere.
Dichiarano di non aver contratto precedenti matrimoni. Sono contraria a questo, figuriamoci.
Dichiarano di essere lucidi e nel pieno possesso delle loro facoltà mentali. Oddio, ogni tanto ho dei dubbi...dici che le dovrei dire che quando guardo i cartoni animati da 0 a 3 anni con il Piranha mi diverto più io di lui?
Dichiarano di non essere imputati di tentato omicidio ai danni del futuro coniuge. Oddio, ma che è, un set di Dario Argento?
Ma insomma, firmiamo. Fatto. Meno uno.

Vacanze


E ce la fecero.
Siamo stati un week end in un agriturismo a Castelnuovo Garfagnana.
Per quanto breve, la prima vacanza in tre, con il terzo elemento fuori dalla navicella di contenimento e già autonomo dal punto di vista motorio. Eravamo stati in vacanza ma solo quando ero incinta. Dato che la metà-della-mela dovrà iniziare le terapie presto, ci siamo decisi a partire almeno qualche giorno. Peccato però che il remake del diluvio universale ci abbia costretti a un rientro anticipato.


L'esperienza per quanto breve ci ha insegnato, a tutti e tre, diverse cose.
Il Piranha ha imparato:
  • A salire le scale da soli. Se il gradino è alto prima appoggio le mani e poi salgo col sederotto all'insù, altrimenti salgo disinvolto un piede per volta.
  • A scendere le scale se davanti al gradino c'è spazio abbastanza per recuperare l'equilibrio, dato che scendo a gamba tesa e dopo devo fare due o tre passetti di assestamento.
  • A chiamare mamma o Babbo se i sopracitati gradini sono troppo alti e stretti e io mi pianto in cima come un gatto sull'albero. L'unico tentativo di scendere da solo simili scalinate impervie ha prodotto un bernoccolo grosso come un albicocca.
  • A salire sul divano, purché non sia troppo alto. A casa adesso lo faccio sempre, e quando è l'ora della merenda o quella dei cartoni(mattina e cena)mi arrampico e poi mi siedo soddisfatto con i piedini incrociati.
  • A dare da mangiare a gattini e cani estranei, con calma con cautela, e che divertimento!
  • A correre dietro a un pallone più grande di me su un bel prato, che se mi fossi ricordato la mia carriola verde fiammante mi ci sarei divertito il triplo.
La mamma e la Metà-della-Mela hanno imparato che:
  • Portare al ristorante un bimbo stucco come lui e pretendere che mangi qualcosina, sia pure pasta scondita e tagliuzzata, è un po' troppo presto. Si ottengono lagne, pianti e digiuno, oltre al rifiuto anche delle cose che gli piacciono. Meglio optare, come abbiamo fatto, per un appartamentino con cucina, come abbiamo fatto.
  • Non ti puoi distrarre neanche un millesimo di un centesimo di una frazione di secondo. Mai.
  • Ci si commuove quando la nonna gli mette in mano un fiorellino e lui te lo porta.
  • Non ha paura di niente, è un avventuriero e un esploratore.
  • Ha imparato da solo una nuova parola e la usa anche in modo appropriato con risultati imbarazzanti: "Puppa!"
  • Odia farsi fotografare.
  • Soffre il mal d'auto:portarsi sempre dietro un cambio d'abito quando si affrontano le curve montane anche se il periodo delle boccate è finito. Recuperare quella buona vecchia abitudine.
  • Che è bellissimo vederlo correre e giocare e vorresti che fosse sempre felice così.

Cat: Curriculum emotico lavorativo

Io non ho partecipato alla Caccia al tesoro di Mamma Felice. Però sono incappata nell'ultima tappa. E ho letto questo:
"provate a scrivere il vostro curriculum emotivo e lavorativo, raccontando agli altri quali sono i vostri TALENTI sia professionali che come persone. I talenti trasversali che avete acquisito fino ad oggi. Quelli che vi rendono belle come siete."
E Ho pensato che mi avrebbe fatto bene. Che potesse essermi utile, a me come persona, essere umano altamente imperfetto, in parte mamma e in parte Metà-della_Mela. perché sono vicina a un grande bivio, e la nostra piccola illegale famiglia sta affrontando una grande sfida contro un gran brutto evento, che ci ha rivoluzionato non solo il quotidiano, mio, del Piranha e della Metà-della-Mela, ma ci costringerà a scelte complesse, più o meno difficili, e a rivedere il modo in cui pensavamo d'impostare i prossimi mesi e anni.
Cominciando dal fatto che, superati i prossimi mesi di emergenza, non potrò più prendermela troppo comoda aspettando la scuola materna prima di cercarmi un lavoro. Le esigenze di salute del mio compagno porteranno anche a questa decisione. Una decisione che francamente mi disturba un po', perché senza suonare ipocriti nell'era della ricerca dell'indipendenza della donna, io lavoro per denaro, e solo in minima parte per soddisfazione personale, soprattutto visto e considerato che non si tratterebbe del lavoro dei miei sogni ma di un lavoro qualsiasi per sbarcare il lunario.

Eccomi dunque.
Talenti professionali:
  • parlo e scrivo correntemente in inglese e in francese(su quest'ultima lingua sono un po' arrugginita perché finora non l'ho mai usata molto, dalle mie parti di turismo francofono ce n'è poco, ma una lingua è come andare in bicicletta, una volta imparata basta riprenderci la mano)
  • parlo e scrivo in italiano irreprensibile. Rifuggo gli errori di ortografia e amo i congiuntivi
  • ho qualche dimestichezza con le procedure di check-in e check-out:compilazione delle schede di registrazione, pagamenti etc.
  • ho una grandissima esperienza nel contatto con il pubblico perché non ho mai fatto un lavoro che non prevedesse la trattativa diretta(o telefonica)col cliente, che fosse al bar, alla gelateria, o alla reception dei campeggi.
  • posso gestire un cliente irascibile o isterico o in panico con la massima fermezza ma al contempo con la massima cortesia
  • ho un'ottima memoria
  • grazie a mio figlio sto imparando il multitasking
  • so imparare.

Talenti "miei":
  • mi piace il contatto umano
  • credo di essere famosa tra le amiche intime per la mia razionalità: so ascoltare e se richiesto dare consigli sempre improntati alla logica. Sono convinta difatti che logica e buon senso siano dati incontrovertibili e non opinioni, e dunque siano sempre il modo migliore di affrontare un dilemma di qualsivoglia natura
  • nonostante il punto di cui sopra, credo di possedere una discreta dose di tatto, dose indispensabile nei rapporti umani
  • adoro leggere, trovo l'atto della lettura estremamente gratificante per l'immaginazione, perché attraverso parole scritte si possono vivere sensazioni ed esperienze vere o inventate accadute ad altri, prendere spunti e proiettarsi in avanti con i propri progetti o sogni e speranze
  • mi sembra, e spero sia vero, di possedere un discreto senso dell'umorismo, e anche dell'ironia, che sono due cose diverse. Lo spero proprio perché è una dote che adoro negli altri, e anche perché mio padre sostiene che bisogna essere persone intelligenti per fare dell'ironia
  • sto imparando a mettermi in gioco, nel senso di tentare di smussare i difetti e di riempire le mie lacune, anche pratiche. Mia mamma si è quasi commossa quando, a una persona di gusti difficili e che non ha mai avuto amore per la tavola come me, ha regalato un libro di ricette perché sto imparando a cucinare discretamente e mi piace pure
  • sono onesta fino al midollo, anche nelle cose banali e quotidiane:non lascio mai l'auto in divieto di sosta, non salto la coda nei negozi, compro sempre il biglietto di bus e treno e lo timbro anche quando non avrebbe senso farlo
  • mi indigno. Purtroppo spessissimo mi indigno e basta, non agisco, una mancanza che dovrei correggere, ma intanto m'indigno
  • grazie a mio figlio, sto imparando la pazienza, un'arte complessa che al mio carattere genetico a volte sfugge
  • grazie alla nostra situazione umana, sto imparando a conoscere le mie risorse interiori e mentali, a destreggiarmi meglio nel mondo, anche se ne ho ancora parecchia strada da fare. ma sto scoprendo di essere apprezzata, una scoperta che illumina la vita.
Tutto questo non è filtrato da nessuna lente obiettiva, è quasi impossibile vedersi con oggettività assoluta, quindi di certo ho omesso difetti che non percepisco, ho omesso qualità che per me sono naturali e quindi non avvertibili ma magari lo sono per un'altra persona, ho indorato qualche pillola o magari mi sono abbruttita o limitata o circoscritta, non so.
Ma questa è la mia percezione individuale, in questo giorno e ora irripetibili.

Può servirmi davvero? Potrà aiutarmi in concreto? Ci vedete spiragli? Dal punto di vista lavorativo, visto così, è un po' misero in effetti. Bisognerebbe che l'eventuale datore di lavoro si sforzasse di leggere anche la parte successiva. Succede mai?

Grazie a Mamma Felice dello spunto, e anche a Mammachetesta per l'ispirazione concreta di questo post, sperando che non se ne offenda.

Il Folletto

Il Piranha ha un Folletto per amico.
E' tutto vestito di bianco e verde, ed è bello paffuto.
Se ne sta rintanato nel nostro sgabuzzino la maggior parte della giornata, ma quando esce per il Piranha è festa grande. Risate, battiti di mani e scalpiccio di piedi:tutti i segnali di eccitazione e felicità.

Il piccoletto segue il Folletto ovunque, lo pedina e non gli da' tregua. Il povero Folletto non riesce a svolgere adeguatamente la sua mansione di colf perché è costantemente disturbato dal Piranha che mette in campo tutte le sue abilità di stalker. Lo segue, lo sorpassa per aspettarlo dietro l'angolo successivo, lo tocca e lo accarezza senza chiedere il permesso.
Il Folletto allora fa la voce grossa, ma lui niente, non si lascia intimorire, neanche quando il Folletto gli mordicchia i piedini.

E quando infine, stanco e sfinito, il Folletto si ritira nella sua tana nel ripostiglio, il Piranha ce lo accompagna e lo mette a letto. A volte gli fa anche Ciao ciao con la manina. Certe volte addirittura piange, perché non ha capito che lo rivedrà il giorno dopo, vaglielo a spiegare.

Tanto attaccamento a un aspirapolvere è a dir poco commovente.

Tra le braccia di Morfeo

Se Morfeo fosse veramente come l'attore Laurence Fishburne, cioè alto e massiccio, tutti i nostri problemi sarebbero stati risolti il giorno uno.
Morfeo invece è tremante e codardo, e al minimo accenno di prepotenza se ne fugge via in un paradiso fiscale senza lasciare recapiti di sorta.
E' stato latitante a lungo, Morfeo.

Prima il Piranha veniva allattato. Evvabbè, si sa, svegliarsi due-tre-quattro volte a notte fa parte dei giochi, zero problemi. Ma allora Morfeo aveva come alleati il mitico duo:Tetta&Latte. In venti minuti il Piranha si riaddormentava satollo e appagato e felice. E anche sua mamma era felice.
Dalla Tetta al Biberon, poca differenza.

Con la chiusura dell'era del pasto notturno, sono iniziati i guai. Il Piranha ha deciso che la notte è giovane, e lui pure, e mammina anche, perciò tutti svegli. Morfeo ci ha provato, ma il Piranha è un prepotente, e così Morfeo si è dato alla latitanza per mesi e mesi.
Hai voglia te, di cullarlo-ninnarlo-coccolarlo-camomillarlo-dissetarlo:il Piranha di Morfeo non ne voleva sapere. Vattene via brutto cattivone. E il pavido Morfeo ha obbedito.
Sì, c'è stata una parentesi felice, un apostrofo rosa tra le parole Insonnia e Coma Indotto, intorno agli otto mesi, quando il piccolo nottambulo iniziò a gattonare. La nuova attività fisica (macinava chilometri con la disinvolura di Alex Schwazer)evidentemente lo sfiancava. Morfeo se l'è goduta per un mesetto contro il nemico stremato, poi fine della pacchia. Altra fuga a rotta di collo.

Adesso, a quattordici mesi, stiamo raggiungendo un equilibrio. Si dorme tutta la notte abbastanza spesso, alzandoci abbastanza presto(sei e mezzo circa, con punte di sei-sette). Ogni tanto il Piranha combatte e Morfeo si ritira per la notte ma in generale il piccolo figlio di Ipno ha preso coraggio e si è fatto battagliero. Speriamo duri, in fondo ormai l'età per dormire tutta la notte il Piranha ce l'ha.

Discorso a parte per il rapporto Piranha-Morfeo diurno. Per quanto l'abbia snobbato la notte, il Piranha si abbraccia stretto Morfeo di giorno e non c'è modo di separarli. Alla veneranda età di un anno e due mesi il piccolo incoerente non solo pisola nel primo pomeriggio e anche parecchio e con gusto(salvo rare eccezioni)ma pretende ancora di ninnare al mattino. Nel suo lettino a casa se ho da fare e non usciamo o nel passeggino a spasso non gli importa. Basta dormire un'oretta. Chissenefrega di stare in spiaggia(e dire che abbiamo il mare a un passo), se è in giornata no il Piranha è capace di lagnarsi di sonno sfacciatamente e volersene andare a casa. Ho una fotografia in cui se ne dorme a pancia all'aria nel suo lettino ancora in costumino umido fasciato nel suo asciugamano da mare:si era addormentato in auto così profondamente(un tragitto, mare-casa, di cinque minuti) che non ho avuto cuore di svegliarlo per fargli la doccia.

Morfeo di giorno è forte e vigoroso e lui e il Piranha si adorano.
Di notte, i due si sono dati battaglia a lungo, e per adesso parrebbe che la guerra sia vinta dal dio capriccioso. ma mai dire mai. Io però continuo a fare il tifo.

Andata e Ritorno

Non mi riferisco a Lo Hobbit di Bilbo Baggins.
Mi riferisco a disguidi inutili e stupidi, che allungano i tempi, disturbano la convalescenza, co costringono a fare avanti e indietro dall'ospedale(mezz'ora di macchina)più volte al giorno, o a girare come trottole da un reparto all'altro come ho dovuto fare nei giorni scorsi, e non dovrebbero accadere in un ospedale. Cioè, io vengo in ospedale perché ne ho bisogno, sto male. Nel nostro caso, è pure una malattia pesantuccia, che anche psicologicamente dovrebbe meritare un trattamento non dico di favore ma umano. Per lo meno, si dovrebbero evitare di accumulare problemi e tensioni sulle nostre spalle provate, no?
Nada.
Prima, ci abbandonano al nostro destino. E' mio avviso che il cambio di reparto a causa di una complicazione non ti esime dalla sorveglianza che gli avresti concesso se fosse rimasto nel tuo reparto. Lasciare punti di sutura al loro posto per più di un mese anziché dieci giorni e non trovare in detto mese due minuti per venire a controllare la ferita mi pare negligente, a dir poco. Specie visto che ti sono venuta a cercare per chiederti di controllare la ferita.
E ora che la ferita ha problemi è troppo comodo fare gli iper apprensivi e prospettarci un ricovero di molti giorni pressoché inutile solo per pararti il cosiddetto.
Ed è assolutamente scandaloso che, dopo che sabato ci è stato detto di venire a farci ricoverare in day hospital lunedì alle nove, si arrivi stamattina per trovare non solo una dottoressa che va in panico e ci ventila un ricovero di 7 giorni minimo ma anche che non ci sono posti letto e si dovrà tornare nel pomeriggio. Eh? ma te lo sai che razza di convalescenza sta facendo? Lo sai che non sta in piedi più di dieci minuti, che è debole e stanco e provato da 43 giorni di degenza? Mi dici che non puoi in coscienza mandarmi a casa così, ma di fatto mi ci hai rispedito e mi hai fatto tornare nel pomeriggio, e non contenti, ci hanno fatto aspettare un'ora in sala attesa perché non avevano ancora effettuato gli spostamenti di letto necessari pur attendendoci dalla mattina?
Non è serio.
Fa inca****e, di brutto.
Fa venire voglia di andarsene di corsa al tribunale dei diritti del malato.
Ci aspettiamo risposte convincenti, domani, dal primario.
Questo è un blog mammoso, ma questo non è un post mammoso, ma se non lo mettevo nero su bianco esplodevo.

Il pranzo è servito!

Le abitudini alimentari del Piranha. Ne vogliamo parlare? Parliamone.
Non so cosa altri bimbi di quattordici mesi ingurgitino e come.
Il Piranha è un giovanotto d'appetito, anche se ancora lo imbocco. Questa cosa mi fa venire le crisi di ansia ogni volta che guardo una puntata in replica di Sos Tata, ma per ora proseguiamo così.
Nella sua dieta, al momento, troviamo:
  • Pastasciuttina col formaggino e il parmigiano. Ne va matto, letteralmente. Oggi per sbaglio ne ho buttata troppa e ne è venuta una quantità simil pasto completo, e lui non ha fatto una piega e se l'è spazzolata.
  • Hamburger di carne rossa o bianca col parmigiano, cotto al vapore. Gli piace assai. la consistenza qui aumenta, e si fanno veri e propri bocconi da adulti.
  • Prosciutto cotto fatto a pezzettini. Io lo imbocco con la forchetta mentre lui intanto si serve con le mani.
  • Passato di lenticchie. Non ne va matto, ma ogni tanto si lascia persuadere a mangiarlo.
  • Passato di verdura con pastina/semolino/mais e tapioca, certe volte liscio(se mangia la carne o il prosciutto come secondo)oppure con la carne frullata dentro, o un tuorlo, o un cucchiaio di ricotta o formaggino. Nota dolente. Siamo ancora alle pappe. Non riesco a fargli mangiare verdura altrimenti. Le verdure prese singolarmente e cotte al vapore o lesse proprio non gli vanno. Nessuna verdura. Niente patata, carota, zucchina, fagiolino, pisellini, niente di niente di niente. Perciò, una volta al giorno, vai di passato di verdura. Ieri sera ho provato a fargli un tortino di zucchine, ricetta della mia amica S. Zucchine tagliate finissime, parmigiano abbondante e un tuorlo. Buonissimo, un po' sciapito ma buono. Niente, non ne ha voluto sapere. In più, siccome non mangia l'uovo sodo, né la ricotta al cucchiaio, ecco che gliela camuffo lì dentro.
  • Frutta frullata assieme allo yogurt intero(mela, pera, pesca, albicocca, banana, a scelta). Anche qui, la frutta a pezzetti non gli quadra molto. Trucchetto per dargli la frutta.
  • Pane col pomodoro strusciato. Non sempre, ma ogni tanto gli va di gusto.
  • Parmigiano. Fosse per lui non mangerebbe altro dall mattina alla sera. A costo di morire di indigestione ne mangerebbe una forma intera, ad avercela, ed è sempre pronto a fare gli occhi dolci al formaggiaio al mercato anche se sono le otto di mattina e si è appena scolato il suo biberon di latte e miele.
  • Pizza. Ovviamente non me la sento di dargliela a cena come pasto, ma se noi la stiamo mangiando non puoi salvarti dal dargliene qualche morso, anche perché sarebbe come cercare di cenare con le chiappe al vento seduto su cesto di ricci di mare accanto a un'ambulanza con sirena accesa. Dante Alighieri non aveva mai conosciuto mio figlio, altrimenti lo avrebbe certamente occupato in qualche suo girone. La fame lo trasforma da bimbo normalmente felice e vivace qual'è a una versione più urlante e pestifera di Ciuchino.
  • Pane e schiacciata e cracker e tutto ciò che si trova dal fornaio, al quale riserva la sua migliore espressione a cagnolino affamato(dopo aver superato il formaggiaio).
Non so, scrivendo le cose così nere su bianco mi sembra che non stiamo andando benissimo...o sì? Io vedo che cresce piuttosto spedito, non si può dire che sia un bimbo gracilino ed è anche alto...andrà bene così? Mi sembra sempre felice quando si alza da tavola!

Il linguaggio segreto del Piranha

"Mamma"
"Babbo"
"Nonna"
"Nonno"
"Pappa"
"Cacca"(Detto sempre a voce bassa, mai scandito ad alta voce)
"Nanna"(Raro, rarissimo, del resto è un insonne...)
"No"
"Boh"

E fin qui, tutto chiaro. Il nostro quattordicimesenne si cimenta anche in:

"U-go" (Nome del gatto di mia mamma e per estensione di tutti i felini e di un terzo del mondo animale)
"'aya" (Da Raya, nome del cane di mio suocero, per estensione nome di tutti i cani e di un altro terzo di regno animale)

Abbastanza chiaro.

Ma adesso vi sfido a interpretare "Cocca" e "Tappa". Eh. Vi pare semplice eh? Queste sono vere finezze che solo noi genitori e nonni siamo capaci di tradurre.
"Cocca" sta per gallina, chiaramente derivato da Coccodè.
"Tappa" invece sta per uccellino(il restante terzo di mondo animale). Qualsiasi pennuto, dal passerottino al gabbiano al pinguino finanche lo struzzo. Dove diavolo abbia pescato questo "tappa" Dio solo lo sa. Forse è una contrattura piuttosto storpiata di passerotto? Non so. Ma i tappa gli piacciono assai, e riesce a vederli a otto km di distanza. In spiaggia, ogni tanto inizia a urlare, "Tappa!" e io, chinandomi al suo livello scorgo un puntino color sabbia che si muove a quindici miglia di distanza. Che vista!

Chiacchierare con lui sta diventando sempre più divertente, anche se a volte non lo capisco. Per lo più grugnisce e indica col dito, ma capire cosa davvero indica e vuole è sempre arduo. Per non parlare di quando conia nuove parole:"Piesciusciu" non so ancora che cosa significhi...

Un passo dopo l'altro

Presa come sono dalla situazione della Metà-della-Mela, che è ancora in ospedale, ho dimenticato che questo è nato come blog circa la mammità e il Piranha ed ho omesso di annotare un evento clou. Il Piranha cammina.
Non quella camminata bisognosa di appigli, e neanche i timidi due o tre passetti incerti in solitaria fatti attorno all'anno di vita.
Poco dopo il suo compleanno, una bel giorno, è partito.
Così, di punto in bianco.
Era in piedi alla porta del terrazzo e l'ho visto puntare deciso la porta della cucina, superarla, attraversare l'ingresso e l'antibagno e giungere baldanzoso in cameretta. Praticamente ha attraversato casa.
Io, allibita ed euforica me ne sono rimasta indietro in reverente silenzio ad osservare quella piccola schiena che si allontanava.
Salvo poi scoppiare a ridere udendo la sua vocina in bilico tra il confuso e lo spaventato, che mi chiamava dalla camera dove a un tratto si era ritrovato da solo: "Mamma?"
Adesso, a tredici mesi, corre. Ha qualche difficoltà sui terreni accidentati, tipo la pineta o la spiaggia, ma se la cava.
E' capace di mollarti lì a metà di una faccia buffa o di un gioco per andarsene altrove, e lo fa con un certo compiacimento.
Non sempre ubbidisce quando lo si chiama o gli si dice di non andare dove sta invece puntando.
Se la gode, la sua autonomia.
Camminare lo riempie di piacere, il seggiolone è diventato una sedia elettrica.
Il passeggino conserva il suo fascino finché è in movimento e lui osserva il mondo scorrergli sotto al naso come fosse al drive-in, ma se ci fermiamo la richiesta è unica: scendere.
Come mi sento?
Entusiasta.
Triste.
Felice.
E provo quella sensazione agro dolce di quieta e felice commozione, di malinconica felicità:la Metà-della-Mela ha potuto vedere solo i primi incerti passetti in autonomia, ma non c'era per osservare questa strabiliante e repentina trasformazione in spericolato podista.
Inevitabile ma triste. E anche se ho fatto video e glieli ho mostrati, so che non è la stessa cosa.

Scoperte

E si fanno scoperte.
Si scopre quanto ci piacciono gli occhi asimettrici del Piranha, perché sono uguali a quelli della Metà-della-Mela.
Si scopre l'arte dell'attesa.
Si scopre che certe persone non sono come dovrebbero essere.
Si scopre la riserva infinita di pazienza interiore.
Si scopre che sei una roccia.
Si scopre che puoi ridere come una matta dei deliri di morfina del tuo compagno.
Si scopre che la voce di lui è meravigliosa.
Si scopre che non hai paura.
Si scopre quell'imbarazzo e insieme quel compiacimento di scoprire che certe persone ti credono una mamma, compagna, donna degna di rispetto, e quindi capisci di essere sulla strada giusta, e sei fiera di te stessa per un istante, e ignori tutte le altre,
Si scopre il calore di mille amici che si interessano.
Si scopre il pudore che ti fa distogliere lo sguardo dalla disperazione altrui.

Si scopre se stessi.

Le cose che accadono agli altri

Le cose che accadono agli altri sono tutte quelle cose che pensi:"A me non succederanno mai".
Trattasi di cose eccezionalmente positive(vincere alla lotteria o scoprire un vecchio zio miliardario defunto da poco, o anche solo trovare parcheggio all'ombra al supermercato il sabato mattina alle undici)o di cose orribili.
Incidenti assurdi, malattie spaventose. Succedono sempre agli altri.
Ma gli altri siamo anche noi.
E quando la tegola ti piove in testa, non sai reagire.
Non sai se metterti a ridere e ripetere "E' uno scherzo vero?", o a piangere urlando che non è giusto, che non c'è un caxxo di giustizia e di logica e di ordine nel mondo se certe cose possono succedere a una persona buona e gentile come la Metà-della-Mela.
E devi ridere e scherzare perché hai un Piranha che non capisce, che non sa che cosa vuole dire quando gli accenni che "il babbo starà all'ospedale per un po'", e allora magari gli ripeti che si trova a lavoro o sta dormendo in un'altra stanza, ma il Piranha non è stupido e continua a chiamare:"Mamma...babbo?"
E tu continui a sorridere.
Continui perché sai, credi, sei assolutamente certa che tutto andrà per il meglio. Si tratta solo di affrontare un lungo cammino, ma la fine arriverà di sicuro.
Si tratta solo di tenere a bada la paura.
Di smetterla di essere furiosi col mondo e di affrontare questa cosa - spaventosa ma superabile.
Di smetterla di sentirti in colpa perché a fatica stai col Piranha solamente poche ore al mattino, poi lo lasci per stare in ospedale, e i prossimi giorni sarà anche peggio.
Di abbracciare il Piranha per trarne forza e coraggio, perché lui si spaventa per una porta che sbatte forte e non sa che ci sono altre cose di cui avere paura.

Happy Birthday!! Al quadrato...

Il 29 maggio festa grande per il primo compleanno del Piranha!
Tutto è filato più che liscio!
La torta, con tanto di immagine tradizionale di Winnie the Pooh era davvero deliziosa, degna di Erica, pasticceria piuttosto rinomata dalle mie parti.
Le operazioni di spegnimento candelina sono state piuttosto complesse, essendo il Piranha arrivato al grande evento in pieno possesso delle sue facoltà di sputacchiatore onorario della lega dei lama, ma senza quelle di soffiatore provetto, e soprattutto esausto dalla giornata. Naturalmente infatti, in occasione del suo giorno di gloria, ha pensato bene di saltare il pisolino pomeridiano, perciò ha accolto gli ospiti che già era in stato semi comatoso. Rinvigorito un po' dal cumulo dei regali, è poi definitivamente crollato dinanzi all'immane incarico di spegnitore di candelina, per poi darsi all'isteria un'ora dopo.
Era così stanco che non riusciva neanche a smettere di urlare quando l'ho messo a letto, ed è infine svenuto senza cena. Poveraccio.

Sul piano regali, i numerosissimi ospiti sono stati più che generosi. Il Piranha adesso è il fiero possessore di sette costumi da bagno, uno per ogni giorno della settimana, il che fa di lui un bimbo glamour che neanche al Twiga. E' il titolare di un numero imprecisato di magliette e pantaloncini, roba che Paris Hilton in confronto ha un guardaroba da pezzenti. E' il geloso proprietario di tre set di giochi da spiaggia, di cui uno così monumentale che è stato riposto per quando sarà effettivamente troppo grande per cadere dentro al secchiello, cosa che adesso è un rischio decisamente concreto. Ha al suo comando una schiera di otto delfini galleggianti per il suo bagnetto, un piccolo motoscafo gonfiabile per cavalcare le onde e che non vedrà sinché non avrà almeno tre anni, un bel ciambellone per imparare a nuotare in sicurezza, e una piscinetta gonfiabile che a noi, sprovvisti di giardino, servirà senz'altro come vaschetta da doccia per poter finalmente smantellare quella ingombrante su treppiedi. Per non parlare di due spettacolari giochi in legno marca Sevi, costruzioni creative(che però ho dovuto riporre in attesa che gli passi la rosica:con i suoi dentini nuovissimi ha scrostato la tinta di una delle costruzioni. Quando l'ho beccato con le labbra verde pastello e azzurro cielo ho deciso di sequestrargliele.)e piano di legno con martello e cilindri da battere.
Per non parlare di cellulare, cruscotto, camioncino attrezzi e il regalo di mamma e babbo, ovvero uno xilofono marca Sevi. La mia emicrania congenita non ha gradito, ma lui sì, parecchio. Piccolo musicista in erba.
Altro successone, la bicicletta con tanto di borraccia e cestino, regalo dei nonni. Ovviamente adesso serve solo a farsi scarrozzare a destra e a manca, ma ci potrebbe stare sopra per ore. Dovrò comprargli un campanello(e la mia emicrania sbotta).

Gli ospiti accorsi sono stati numerosi:quasi tutti i nostri amici, e zii e cuginetti vari, e mamme coi bimbi del corso pre parto. Il fatto che non si siano distribuiti nell'arco del pomeriggio come da me auspicato ma si siano concentrati tutti alla stessa ora ha complicato le cose:avrei dovuto avere a disposizione Arcore per riuscire a smistarli tutti dignitosamente. La casa aveva l'aspetto di un centro commerciale il primo giorno dei saldi. Ma vabbè.

L'unica nota dolente, le fotografie. Io ero troppo occupata a badare al Piranha isterico e agli altri bebè, e la Metà-della-Mela troppo impegnato a dirigere il traffico, perciò non ne sono state scattate quasi nessuna. Trauma. Sono stata in depressione per due giorni, poi ho organizzato un'altra mini festa coi nonni il 1 giugno a cena, con tanto di mini torta, festoni e palloncini, e così abbiamo avuto le nostre foto.

Emotivamente, mi ha sconvolto un po'. ha già un anno, per la miseria. Sembra così diverso, sembra un estraneo rispetto all'affarino minuscolo e rugoso e francamente bruttino che ho conosciuto all'alba in ospedale un anno fa. Adesso è grande, imponente, festoso e bellissimo.
Devo costantemente cercare indizi che mi rassicurino che è ancora lui. Dorme sul fianco, ancora, come sempre. Agita costantemente i piedi prima di addormentarsi, oggi come ieri. Vuole che tutto sia fatto subito e come dice lui, scattare sull'attenti, altrimenti sono cavoli amari. Non è cambiato in questo.

E' ancora lui, solo più grande. Wow. Auguri.

Evoluzione di un podista

Prima, hai iniziato a gattonare. Sapevi già metterti seduto e in piedi, ma è stata la tua prima conquista. Adesso sei un vero maestro. Viaggi a notevole velocità, riesci a salire le scale(abilità coltivata in un luuuungo pomeriggio al mare. Giocare con la sabbia? Pff! Roba da bambini! Costringere mammina a salire le scale innumerevoli volte tenendoti per il dorso della maglietta, su e poi giù e di nuovo su, vuoi mettere?), ti fermi per metterti seduto o alzarti quando vuoi, spingi le cose andando sui ginocchi. Sei un maestro.

Hai iniziato a voler camminare. Tutte e due le manine nelle mie, hai mosso un passo e poi un altro, e mi hai costretta a lunghe camminate su e giù per casa. Poi hai deciso che il girello e il passeggino erano ottimi sostituti. Ciao mamma, puoi andare grazie. Ops, il passeggino ha sbattuto nella parete e non posso andare più avanti. "Mamma!" Ah, ora mi vuoi eh?

Poi hai iniziato a staccare le mani dal tuo sostegno, una volta in piedi. Bada bene, da principio accadeva per caso. Sovrappensiero, magari per ciucciare meglio un giochino o per battere le manine ridendo, ti ritrovavi in piedi senza mani e senza appoggio. Il tuo sguardo esterefatto e poi terrorizzato appena te ne rendevi conto era esilarante. Subito, ti affrettavi a lasciarti cadere a terra. Come disse Diego, la terra è sicura...

Ma da un po' di giorni ti stacchi da solo, prima incerto, sempre più sicuro, prendi confidenza, sei deciso e sicuro, piedi larghi, moderno colosso di Rodi. Ti metto giù e invece di aggrapparti subito alle mie gambe resti perfettamente in piedi. Saluti, ti agiti, indichi, batti le mani e fai l'indiano(Giuro, si batte la mano sulla bocca per fare Auauauau come gli indiani, acc a noi che glielo abbiamo fatto vedere)ma non barcolli. E per camminare adesso basta una mano o un dito e vai. Ed io sento i versi di Diamante di Zucchero nella testa. Poi invece ti canticchio la canzoncina di Mago Merlino pesce nella Spada della Roccia:Dest, Sinist, Dest Sinist...Sì lo so, non dite nulla.

Ma ancora non stacchi i piedi. Sei buffissimo, sembra che tu abbia le piante incollate a terra. Vai in punta di piedi, il corpo ondeggia in avanti ma niente, non ti muovi. Imparerai, presto. Ci siamo ormai.

Ogni giorno resto in trepida attesa. Attesa di vederti compiere il primo passo da solo. Da solo, staccato da me. Almeno in questo. Sarò felice? Sarò entusiasta? Sarò triste? Non lo so ancora, ma ve lo farò sapere. Presto, credo.

Dieci Mesi - Undici Mesi

Ho lasciato passare un mese intero senza post. Mea culpa. Il tempo per stare al pc è sempre lo stesso, ma mi sono persa nella spirale di deviantart e nelle fanfiction di ff.net. Mi batto il petto.

Dieci mesi. Undici mesi. Siamo a meno uno dal tuo primo compleanno. Cavolo. C'è chi direbbe "Oh by George".

In queste settimane hai fatto due importanti conquiste motorie.
Primo, hai deciso che è ora di imparare a camminare. Benché tu stia agilmente in piedi da molti mesi, finora non avevi mai manifestato cenni di volerti spostare su due gambe. Di punto in bianco, un bel giorno, mentre eri in piedi ed io ti tenevo per le manine, hai mosso il piede destro, e poi il sinistro. Ti sono venuta dietro, mi hai guardato, hai sorriso, e siamo partiti. Hai bisogno di entrambe le mie mani, oppure di un appoggio:ti piace esercitarti appoggiato al passeggino. E quando il mezzo urta la parete e non puoi più procedere ecco che ti volti e si sente:"Mamma." Sì, vengo a spostartelo tesoro, eccomi.

Secondo:di tanto in tanto, quando sei sovrappensiero, ti stacchi da me e stai in piedi da solo. Non barcolli, non oscilli, saldo sui piedini, gambe larghe tipo colosso di Rodi, non ci pensi. magari sei troppo impegnato a puntare qualcosa di lontano col ditino e a farmi capire che vuoi, oppure vuoi tenere con tutte e due le mani quel giochino che stai entusiasticamente ciucciando. ma ti stacchi. E stai lì, inconsapevole del tuo capolavoro di equilibrismo. perché appena te ne accorgi ti affretti a sederti o ad aggrapparti di nuovo. E mi guardi come per dire, "Mamma ma che cosa ho fatto?" Stai per spiccare il volo, ecco cosa.

Il tuo "mamma" è sempre più scandito chiaro e intenzionale. Babbo per ora è ancora "babba", ma non c'è dubbio che con quelle due sillabe intendi lui e solo lui. E ridi quando noi ridiamo perché hai fatto una cosa buffa, come la tua oramai celebre "mossa del ninja" che ti permette di sbirciare sotto ai mobili. Non sai perché, ma ridi assieme a noi.

Inondi il bagno ad ogni bagnetto, dall'alto della tua vaschetta. E' ora di trasferirti in doccia.

Batti le manine, ci gattoni incontro festoso, hai strani sbarellamenti alimentari(prima mangiavi ricotta e tuorlo a pezzetti, ora non ne vuoi sapere e te li devo frullare nella pappa. Il tuorlo, no la ricotta). Adori il pane e veneri il biberon. Siamo a meno trenta giorni dal latte vaccino, deo gratias. Tifo da stadio ogni volta che apro il frigo per prenderti uno yogurt o lo sportello dei biscotti. E siamo partiti con la pastasciuttina(un po' brodosa, a dire il vero)col Bel Paese. Niente pomodoro ancora.

E tra una novità e l'altra sei sempre più mammone. Quando sei sveglio, cioè quasi sempre, devo essere a tua completa disposizione. Fare le faccende è un'impresa, perché la tua autonomia nel seggiolone/box/lettino è minima, come pure il tuo gioco in autonomia:non ti basta che sia nella stessa stanza a due passi da te, devo anche guardarti e dedicarmi totalmente a te, altrimenti piagnucoli e vieni a interrompermi. Sarà l'età? Il carattere? Ti ho viziato? Sì, probabilmente. Finora ho seguito la teoria "lavo i piatti più tardi, adesso giocvo con lui. Stiro domani, ora gioco con lui". Mea culpa. Ops.

Auguri per i tuoi undici mesi, piccolo Piranha!

La Gente che Urla

Oggi è il compleanno del nonno C., e per festeggiare ieri siamo andati tutti a pranzo al ristorante:noi tre, nonni, zio e zie e cuginetto. Il Piranha è stato davvero bravo, un po' nel suo seggiolone, un po' in braccio a destra e a manca. Ha mangiato un bel po' di pane, ha piluccato con certosina diligenza un cucchiaino di parmigiano grattugiato, ha copiosamente inondato di saliva il dinosauro del cuginetto, e ha assaggiato un micro pezzetto di pecorino che lo ha fatto sorridere per cinque minuti di fila.

Passata ampiamente l'ora della nanna, ha resistito con spartana determinazione, continuando a elargire sorrisini, ciao ciao con la manina, risatine, smanaccate varie. Alla fine però non ha più retto, e abbiamo dato il via all'operazione "addormentamento nel casino e senza lettino".
Sono uscita dal ristorante, in cerca di un po' di quiete, l'ho avvolto nella copertina per ripararlo dal vento senza dovergli mettere la giacca, e l'ho un po' cullato. Dopo dieci minuti era ancora lì che si dimenava e si strusciava gli occhi piagnucolando, a caccia del sonno. Normalmente lo addormento nel lettino. Quindi ho deciso di metterlo nel passeggino con schienale orizzontale, e iniziare lì la trafila dell'addormentamento fatta di mano che stringe la sua, carezze sulla testa, suoni calmanti vari.
Al principio, il Piranha non voleva saperne e cercava di rialzarsi. L'ho trattenuto giù con ferma dolcezza, o con dolce fermezza, e via, pianti a non finire. Infine si è calmato e ha iniziato a chiudere gli occhi.

", ma 'ndo stai? No, ma allora sei scemo, è mezz'ora che ti cerco, mortacci tua!"

Tipico esemplare di tamarro con Reiban e scarpe giallo fosforescente che parla al telefonino come se stesse parlando al suo interlocutore all'isola d'Elba. Evidentemente non sa che gli apparecchi telefonici son stati inventati per metterci in comunicazione a distanza SENZA urlare. Per di più collocato a mezzo cm da una carrozzina con bimbo dentro, ma dai...

Il Piranha spalanca gli occhi e scoppia in pianto."No amore, su dai tesoro, shh shh..."
La palpebra cala di nuovo. Un sospirone.ci siamo, sta per addormentarsi.

SBAM! Porta con maniglioni antipanico aperta e spalancata con violenza, orda di fiorentini che esce schiamazzando.
"Che giornata!"
"Che sole!
"Un bimbo!"
"Guarda Ermenegilda, un bambino nel passeggino!"
"Ma che bello! Ermengarda, vieni a vedere bellino il bimbo! Eri piccina così anche tu, sai? Guarda, la mamma lo addormenta!"
Il Piranha risponde diplomatico:"BUAAAAH!!"
"Che bellino! Che gote! Eh, non dorme eh?"

Sì che dormiva! Prima che tu gli rompessi le balle, razza di...
L'orda si allontana festaiola. "No amore, dai su calmati, shh shh..."
Cala di nuovo la palpebra.

La porta sbatte ancora, e di nuovo il Piranha sobbalza e urla.
"Eh, vedi Brunilde, poverina, è già tre volte che gli si addormenta e glielo svegliano..."
"Sì Ademaro, ma anche lei, mettersi ad addormentare il piccolo vicino alla porta del ristorante..."
E dove vuoi che vada, vecchia? Sulla spiaggia esposta ai quattro venti? Dentro tra la tavolata di diciotto e quella di trentasei? In auto sarebbe meglio, ma il passeggino aperto non c'entra sa...
"E dove vuoi che vada, Brunilde? Grazie Ademaro, difendimi! Piuttosto è la gente davvero maleducata! Non vedi che c'è un piccoletto in carrozzina che cerca di dormire? Passa ma non urlargli nell'orecchio."

Grazie Ademaro, ma la cosa vale anche per voi. Vi siete messi a spettegolare a mezzo millimetro dal passeggino.

Infine riesco a addormentarlo. In pratica, sviene. Poveraccio, era sveglio da cinque ore filate, mica c'è abituato. Ha seguitato a dormire anche dentro al ristorante, in mezzo alla confusione.
Però, che gente che gira...
E anche tu, Piranha, dopo questa lotta, potevi anche dormire un po' più di quaranta minuti...

Nove mesi

Con clamoroso ritardo, celebro i nove mesi del Piranha.

I trenta giorni trascorsi tra il compimento dell'ottavo mese e questo nono mesiversario sono stati segnati da due grossi balzi evoluzionistici: la capacità motoria e la dentizione.

Per quel che riguarda la prima abilità, siamo passati da un inerte "dove mi metti sto, perché so solo agitare vanamente i piedini, manco so sedermi da solo, e se finisco a pancia in su son ridotto peggio della famosa tartaruga sul guscio", a un terribile" e adesso sa c***i vostri, perché gattono che faccio le scarpe a Mennea, mi attacco a qualunque cosa in casa, immobile, mobile o semovente e mi metto in piedi con agilità, e te faccio pure qualche passo abbarbicato al divano, tiè!".
Così, da un giorno a un altro.

E in un mese sei passato da due e mezzo a sette dentini, in fase di uscita. Da qui il soprannome Piranha.

Ma sei anche cresciuto mentalmente. Giochi a nascondino. Hai capito che se una cosa sparisce dalla tua vista non è sparita dal mondo, è solo nascosta. Se la mamma si rimpiatta dietro al paracolpi, tu ridi e gattonando la vieni a cercare, e ridacchi forte quando abbassi il paracolpi e la trovi. E se mammina ti toglie di mano un oggetto che non dovresti proprio mordere e se lo piazza dietro la schiena, tu non fai altro che girarmi attorno per venirtelo a riprendere.

La cosa però non funziona con mammina:se mamma sparisce dal tuo campo visivo equivale alla sua dipartita da questo mondo, e sono pianti che nemmeno a un funerale...

Auguri cucciolotto...

Pianificando una famiglia

Decidere di creare una famiglia è il passo più importante che due persone possono intraprendere. Non è una cosa da farsi alla leggera, e sarebbe meglio che non accadesse così, per caso o errore, ma in modo consapevole e cosciente.
Certo, l'immagine di un uomo e di una donna seduti a un tavolino che stilano liste di pro e di contro, di sì e di no è un tantino squallida e deprimente. Quel che intendo dire è che il desiderio di divenire famiglia, sposandosi o andando a vivere insieme, e soprattutto quello di avere uno o più figli, deve essere sentito, compreso, condiviso da ambo le parti.

Le nostre discussioni a proposito sono durate parecchio. Io volevo, ma lui ancora no, poi le parti si sono invertite molte volte, e sono state infinite discussioni fatte di "Adesso no, siamo in affitto, e il lavoro? Non siamo pronti, aspettiamo,ancora un po'...ma sei sicuro/a? Ma sì, ma no, forse, ecco dunque..."Già, perché nelle condizioni di oggi oltre al desiderio personale e partecipato della coppia, prima di mettere un cantiere un piccolino è uso comune(non di tutti ma di tanti)di fare considerazioni circa la stabilità del lavoro(quasi un'utopia oggigiorno), la sicurezza di una casa, varie ed eventuali di tipo socio-economico. Non esagero. Al corso pre-parto eravamo solamente in due sotto i trent'anni. L'età media era trentatré-trentaquattro, e sto parlando di primo figlio. Quando la dottoressa ha domandato le ragioni, solamente una persona ha candidamente ammesso che fino a quel momento non aveva voluto figli, non aveva provato nessun afflato di maternità. Per tutte le altre la filastrocca oscillava tra"Abbiamo aspettato di avere qualche anno di mutuo alle spalle-di avere un contratto a tempo indeterminato e finalmente è arrivato-di avere contratto indeterminato che però non arriva mai e io ho già trentaquattro anni".

Nonostante lo avessimo pianificato e deciso, l'istante in cui la doppia linea è apparsa sopra al test di gravidanza è stato spaventoso. Dopo, riemersa dal bagno e condivisa la notizia con la Metà-della-Mela, tutto è diventato gioia indescrivibile, ma i primi minuti seduta sul bordo della vasca ho avuto una grande paura. Perché non me lo aspettavo. Al primo tentativo, appena smessa la pillola dopo due anni e mezzo di assunzione proprio no. Chissà quanti tentativi ci vorranno, ci eravamo detti ridendo, pronti al gran "sacrificio" di impegnarci nel concepimento(la parte più divertente di tutta la gravidanza). E invece, il Piranha era lì, sotto forma di due linee.
Ho avuto attimi di ansia per tutta la gravidanza, e anche ora, nove mesi dopo il parto, di tanto in tanto, arrivano. Perché la mia identità si è arricchita, da donna e compagna sono diventata anche mamma, ma mettere in equilibrio le tre parti è un gioco assai complesso. L'identità mamma è prepotente, arrogante e iper impegnata e cerca sempre di prevalere sulle altre due. Dovrei accettarla, accoglierla e comprendere tutti gli arricchimenti personali che il mio nuovo status porta con sé, ma per me è molto dura. Non sempre, ma qualche volta lo è.

E c'è la paura di non riuscirci. Abbiamo progettato a grandi linee il nostro progetto-famiglia:come agire, cosa trasmettere, cose da evitare, cose che vogliamo condividere. Condividere i valori, i principi e, nel quotidiano, le regole che desideriamo comunicare e trasmettere all'erede è importantissimo. Deve essere davvero difficile crescere un bambino senza che i due genitori abbiano chiari e in comune i principi educativi da adottare e ancor di più le emozioni e le virtù e i valori che vogliono insegnare al loro piccolo.
Ma a volte le buone intenzioni non bastano. E se non bastassero in futuro?

Per fortuna non mi posso lamentare della Metà-della-mela, che pare essersi calato nel ruolo di babbo in un battibaleno, ed è davvero di aiuto, sia dal punto di vsta pratico che di supporto morale. Il viaggio è lungo e burrascoso, ma abbiamo una rotta e cercheremo di seguirla fino in fondo, apportando eventuali modifiche dovessimo incontrare tifoni o iceberg, ma con la meta ben chiara in testa.

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Autonomia motoria vs mammite acuta

Nel giro di pochi giorni, a partire dal compimento dell'ottavo mese, il Piranha(ormai siamo a quota quattro denti, perciò l'appellativo è azzeccatissimo)ha conquistato la capacità di muoversi liberamente. Dallo stare semplicemente seduto, ha iniziato ad alzarsi in piedi aggrappato alla sponda del lettino, a mettersi a pancia sotto pronto per gattonare, finché un bel giorno è partito a razzo. L'ho piazzato sul tappeto, mi sono distratta un attimo, e lui PUF! era sparito. L'ho beccato all'altro capo della stanza che procedeva fiducioso. Si mette in piedi appeso a qualunque cosa, inizia con la camminata del granchio, spostandosi cauto e traballante lateralmente aggrappato al divano per raggiungere gli oggetti del desiderio. Se vuole qualcosa, adesso se la può andare a prendere, e difatti è iniziato il ricollocamento di molti oggetti del salotto. Lettore dvd e Playstation sono stati spostati, e anche oggetti comuni come il giornale e le mie pantofole devono essere messi in alto, irraggiungibili. Quando riesce ad arrivare dove vuole, ridacchia soddisfatto. E' un piacere vederlo:sorride, mi cerca con gli occhi, sghignazza, compiaciuto di se stesso. Il seggiolone non lo entusiasma più molto, la parola d'ordine è sgambettare.

Di contro, siamo entrati a grandi passi nella cosiddetta "crisi dell'ottavo mese". Gli estranei possono anche intimorirlo, anche se è comunque festoso, come bimbo, e di solito dopo poco sorride. Ma staccarlo da me è un'impresa. Se mi perde di vista anche un istante sono urla e crisi. Me lo porto dietro per casa mentre faccio le faccende, messo nel seggiolone o nel passeggino, e me lo devo portare persino in bagno. Se lo prendo in braccio magari per toglierlo dal lettino, e dopo un paio di minuti cerco di darlo al babbo, così posso cucinare o fare altro per cui ho bisogno di due mani libere, si aggrappa a modello koala e piange. per carità, passa presto, col babbo ci sta volentieri, ma all'inizio son pianti. Anche con i nonni è sempre stato volentieri, ma adesso vedermi andar via, o anche solo vedermi sparire dietro la porta del bagno per una sacrosanta doccia in altrettanto sacrosanta pace e tranquillità, può trasformarsi in una scenata.

So che è normale, che fa parte della crescita. Anche la pediatra me lo ha detto. Ma certe volte può essere pesante, dedicargli la mia completa attenzione ogni istante della giornata. Mi consola però la gioia che si ha guardandolo così cresciuto, sapere che magari tra poco camminerà, sentirsi chiamare mamma. Anche se lo sta urlando a squarciagola perché è nel seggiolone da più di dieci minuti, e ancora non ho finito di lavare i piatti o cucinare. Quando la pazienza scappa, mi sforzo di pensare a questo. La pazienza, già...proposito per l'anno nuovo, averne tanta, taaaanta di più.